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Il segreto della felicità è la libertà. Il segreto della libertà è il coraggio. "- Tucidide. Θουκυδίδης, Thūkydídēs -Atene,ca. a.C. 460 a.C.- dopo il 440 a.C. -

13 luglio 2016

Il Caffè, INDIPENDENTE: L'evoluzione nel pensiero Europeo

Il Caffè, INDIPENDENTE: L'evoluzione nel pensiero Europeo: L'evoluzione nel pensiero Europeo  Per noi la misura è nella analisi che si estrapola da alcune componenti essenziali attualmente insu...

L'evoluzione nel pensiero Europeo

L'evoluzione nel pensiero Europeo 

Per noi la misura è nella analisi che si estrapola da alcune componenti essenziali attualmente insuperate della cognizione umana intesa,  quale condivisione comune di atteggiamenti usuali. Pertanto la competizione ormai ridotta ad un dualismo di proletariato un ping pog semplice legato agli interessi individuali coperti da obbietti dall'apparenza comuni e nobili. 
Questione per ora insuperabile di "chi ha perduto il proprio sapere, e pertanto divenuto proletario. La conseguenza della perdita di conoscenza è l’aumento della competizione perché nessuno o tutti ha/hanno un valore particolare, cioè un vantaggio concorrenziale. 
La povertà è il risultato ma per sfruttare la povertà bisogna motivarla attraverso i media di massa. La caduta dei media di massa superati da internet porta alla conoscenza se semplificata attraverso la consapevolezza comune della capacita algoritmica che semplifica supera le difficoltà complesse della strutture burocratiche per ridurle nei mini termini e renderle comprensive e accessibili. Questo può avvenire solo con una riforma della educazione e un allineamento della cultura con le scienze. 
Pertanto il nostro limite è nella nostra cultura che necessita di semplificazione e accessibilità implementando la curiosità individuale: qui di seguito l’incontro con Bernard Stiegler che è avvenuto nella bella sede dell’Istituto svizzero romano, in occasione del convegno coordinato da Pietro Montani sull’immaginazione interattiva. Stiegler è filosofo e uomo d’azione. Crede che la filosofia sia una strategia politica e che il suo oggetto principale sia una riflessione sul presente, cioè l’economia e soprattutto la tecnologia. I suoi riferimenti teorici vanno da Derrida, di cui è stato allievo, a Leroi-Gourhan paleoantropologo francese, da Simondon, teorico dell’innovazione creatrice, al dibattito marxista e post marxista francese e internazionale. Studia Foucault e Nietzsche, ma non disdegna giuristi, economisti, neuropsicologi. 
Stiegler si oppone alla sofistica, cioè a una filosofia come discorso funzionale alla dominazione, lotta contro l’automazione che proletarizza i lavoratori, compresi i lavori intellettuali, e vuole sostenere il sapere come novità imprevista, variabilità e originalità. Rimprovera alla sinistra di aver lasciato la tecnologia in balia di modelli neoliberisti. La tecnologia è un pharmakon, può essere veleno o rimedio, dipende dalla capacità che abbiamo di costruire intorno ad essa la conoscenza che libera dalla schiavitù della subalternità al capitalismo delle piattaforme digitali (Google, Apple, Amazon, Facebook…). È impossibile rifiutare l’estroflessione della nostra memoria senza cancellare quello che siamo.
Di Marx critica la scelta della dialettica, perché nega morte ed entropia. Ogni processo produttivo distrugge risorse che non possono essere riportate in vita. Suggerisce la necessità di costruire una bioeconomia della tecnica. Il suo obiettivo è riattivare le forze  della sinistra per sostenere la différance di Derrida, e applicarla alla tutela della biodiversità dell’intelligenza umana, della sua capacità di eccezione continua dal sapere normale, della sua imprevedibilità, per battere la governamentalità degli algoritmi che rende scontati comportamenti e desideri.

"Secondo il suo pensiero l’ identità dell’essere umano è costituita dalle tecnologie che sa inventare. Ci può spiegare meglio?"

La teoria che André Leroi-Gourhan chiama ominizzazione si basa sull'idea che l’essere umano sia incompiuto – oggi diremmo neotenico – e che non possa vivere senza organi artificiali che gli sono consustanziali, che lo costituiscono a tutti gli effetti. Una cosa paradossale perché stiamo vivendo un potenziale divorzio tra gli organi artificiali e esseri umani.
Dall’ uomo di Neanderthal in poi, seguendo l’indicazione di Leroi-Gourhan, l’unità dell’essere umano è sottoposta al bisogno dell’esteriorizzazione delle sue facoltà per potersi difendere. Ci sono altri studiosi che confermano questa teoria. Mi riferisco, per esempio, ai nuovi antropologi americani e al matematico rumeno, emigrato negli Stati Uniti, Nicholas Georgescu-Roegen, allievo di Joseph Schumpeter che si è interessato di bioeconomia, andando oltre il suo maestro. Secondo lo studioso rumeno è necessario integrare nell’economia le leggi della termodinamica, seguendo il principio della dissipazione di energia, cioè dell’entropia.


"Una delle caratteristiche particolari della sua filosofia è l’interesse per la tecnologia in chiave politica. Da cosa dipende questa centralità?"

La filosofia si deve occupare della tecnica perché è prima di tutto politica, serve a lottare contro i sofisti, quelle persone che ingannano la società e lo fanno per esercitare un potere. Seguo la posizione di Socrate, anche se lui aveva degli amici sofisti, come Protagora. Non li considerava nemici ma pensava potessero nuocere alla società.



"Lei si definirebbe marxista?"

Mi definisco post marxista. Marx e Engels combattono l’idealismo, un tipo di dogmatismo che sostiene esistano delle verità eterne, condiviso da Hegel. Secondo loro questo è un modo per la filosofia di mettersi al servizio di una classe dominante che la sfrutta per razionalizzare (nel senso negativo di giustificare) una dominazione. Nell’Ideologia Tedesca Marx e di Engels sostengono che una vera filosofia dialettica debba essere materialista: gli esseri umani sono «exosomatici», utilizzano dei supporti esterni al corpo. L’uomo produce i suoi organi. Marx pensava all’antropologia come a un’organologia. Una storia degli organi artificiali, delle tecnologie e di come vengono usate secondo logiche di dominazione.

"In che senso la tecnologia è un «pharmakon»?"

Da quando ho fondato con altri colleghi Ars Industrialis – associazione di filosofi, economisti, architetti, scienziati, militanti ecologisti, madri di famiglia, disoccupati e perfino gente di destra – sostengo che il marxismo non debba lasciare al capitalismo consumistico lo sviluppo di modelli tecnologici, che avvelenano il pianeta. L’obiettivo del progetto è sviluppare una «farmacologia». Marx non è abbastanza chiaro sull’ambivalenza della tecnologia. È per questo che si deve andare al di là di Marx, ma sempre passando per Marx, superando la posizione di Toni Negri che scrive Marx oltre Marx: questo vale in particolare sulla tecnologia come pharmakon nel rapporto tra lavoratori e macchine.
La tecnologia è insieme veleno e rimedio; lo sostiene Aby Warburg, lo afferma Socrate. Può portare alla distruzione della società e permettere la presa di controllo da parte di persone che ne hanno l’ egemonia. È quello che sta accadendo nella Silicon Valley. Ma nello stesso tempo può liberare l’uomo perché sviluppa nuovo sapere, come dice anche Marx nel Manifesto del partito comunista. Hegel, nella dialettica servo-padrone, afferma che il servo, utilizzando la tecnica produce sapere, sottomettendo così il padrone. Marx condivide, ma va oltre. Osserva che nel capitalismo industriale, con lo sviluppo della tecnologia delle macchine, l’operaio è un servo che perde il suo sapere, perché la tecnica consente di captarlo attraverso gli ingegneri che definiscono i modi di produzione, estromettendo i lavoratori. Su questa interpretazione, bisognerebbe riaprire la discussione con gli operaisti.

"Un suo libro pubblicato l’anno scorso in Francia si intitolava «L’emploi est mort, vive le travail! ». Che cosa intendeva?"


Anche Marx e Engels nel 1848 si ponevano il problema: l’operaio salariato perde il sapere a favore delle macchine. Nei Grundrisse Marx afferma: se ci sarà un’automatizzazione totale, che lui chiama General Intellect, le macchine assorbiranno tutto il sapere. Ma questa è solo una prima fase negativa, a cui segue una fase positiva. Non riesce però a spiegarlo bene perché non può usare il concetto di entropia negativa o neg-entropia. La produzione di una novità completamente imprevista.
Il sapere è ciò che produce l’innovazione, il cambiamento, la variazione, cioè la negazione dell’entropia. Engels rifiuta la teoria dell’entropia nella Dialettica della natura (1883), perché pensa sia contraria alla dialettica. Marx e Engels restano dialettici. Anche Negri esita tra Hegel e Deleuze, o Nietzsche. Ma per seguire Deleuze occorre abbandonare la dialettica.

"Lei parla spesso di proletarizzazione collegata all’automazione. È ancora possibile deproletarizzare il lavoro?"

Nella situazione attuale abbiamo bisogno di un’economia della neg-entropia che valorizzi la produzione di diversità e variabilità, la diversificazione, la biodiversità e la noodiversità cioè la diversità del pensiero. Sarebbe utile generalizzare per i lavoratori il regime degli intermittenti dello spettacolo in Francia (su questo sono d’accordo con Lazzarato). Un contratto speciale che dà diritto al sussidio di disoccupazione se nell'ultimo anno si sono lavorate almeno 507 ore. L’obiettivo è sostenere il sapere e la produzione di creatività. Nel Manifesto, per Marx, proletario non significa povero, ma designa chi ha perduto il proprio sapere, e aggiunge che tutto il mondo diventerà proletario. La conseguenza della perdita di conoscenza è l’aumento della competizione perché nessuno ha un valore particolare, cioè un vantaggio concorrenziale. La povertà è il risultato. 
Dal XX secolo viviamo la proletarizzazione dei mestieri intellettuali, del saper vivere e non solo del saper fare. Le persone non si sentono più bene nella propria pelle e diventano aggressive e razziste. La proletarizzazione di massa genera il fascismo, non certo la rivoluzione.

"Nel suo libro su «L’avenir du travail», del 2015 si discute in dettaglio il concetto di governamentalità algoritmica, introdotto da Berns e Rouvroy. Il potere dell’algoritmo che impone comportamenti attraverso l’anticipazione di correlazioni che manipolano desideri e azioni. Che cosa ne pensa?"

La matematica computazionale applicata usa la probabilità e potrebbe distruggere la statistica. La statistica entra in funzione in Francia e Germania a servizio della scienza dello Stato, per sviluppare quello che Foucault ha chiamato biopotere, o biopolitica. Oggi è sconvolta dalla scienza dei dati che funziona su modelli di probabilità che la esautorano. La statistica era basata su categorie di pensiero che le preesistevano – in quanto categorie legali dello Stato – dibattute da un diritto positivo considerato borghese da Marx . Criticato e combattuto, ma almeno era un diritto. La governamentalità algoritmica della Data science non passa per un dibattito pubblico perché è prodotta da correlazioni che sono il frutto esclusivo degli algoritmi.
Gli algoritmi hanno il potere di costruire correlazioni, intervengono a trasformare profondamente il modo di vivere attraverso correlazioni predittive. Ci attirano verso la medietà, il comportamento medio, che ci rende anonimi e noiosi. Ma gli esseri umani sono interessanti solo se imprevedibili, variabili, cioè neg-entropici.
Seguendo Rouvroy, ritengo sia necessario sviluppare un diritto capace di contenere la governamentalità algoritmica. Quando una nuova tecnica appare crea fatti fuori dalle leggi. Nel mio ultimo libro Dans la disruption (2016) ne discuto. La tecnologia va molto più veloce della società e funziona senza regole. È il Far West tecnologico. L’estremismo ultralibertario che conduce alla destra estrema. La legge del più forte. Siamo in una specie di capitalismo delle folle (crowd capitalism), un capitalismo senza limiti, la cui realtà è Donald Trump.
(liste comodino)




14 giugno 2016

Votazioni quale sconfitta per la Politica Italiana!

Votazioni quale sconfitta per la Politica Italiana!

L’Italia in questo momento,  sedata dalla vittoria sul Belgio,  ritrova il “suo ruolo guida” affiancata da un Vaticano sempre più invadente e,  nei telegiornali RAI si preferisce indicare sempre con insistenza  l’intervento del Vescovo al posto di quello del Sindaco! 
Fatto incredibile ma vero (vedi RAI 3 Regionale del 13/06 per l’’esplosione in un appartamento a Milano), per più di tre volte nella notizia viene nominato il Vescovo.
Siamo una nazione occupata dal Vaticano che impone la Tassa Rai per fare propaganda al Vaticano. Ingerenze inaudite e violenza nei confronti di un popolo tradito che aveva deciso la propria laicità!.
Nel segno dell'assoluto oscurantismo, stiamo subendo una propaganda per le elezioni Comunali che non definisce gli  obbiettivi, metodi e budget, ma si imposta sul farò, faremo, farai, vedremo, vedrai, ecc. senza alcuna base trasparente di calcolo/analisi.
Questo mentre Città e paesi europei presentano da tempo budget concreti,  dove il progresso a breve termine è misurato facilmente con indicatori di performance, indicando con questo approccio la concessione di  ulteriori finanziamenti per progetti di successo, mentre vengono individuati i progetti in ritardo per la modifica o la cessazione, aprendo alla gente la trasparenza interattiva della amministrazione della città. 
Incredibile è che un candidato Sindaco non sappia e comunichi ai propri potenziali elettori questi dati e analisi che richiedono budget concreti, con una progettazione legato ad una filosofia di gestione e sviluppo agile iterativa. 

Causa ad una educazione RAI di accettazione passiva da parte della gente, nessuna strategia viene presentata per evitare di rivedere a fondo i processi organizzativi, la gestione delle risorse umane e i servizi offerti a cittadini. Vengono dimenticate le opportunità  per cavalcare le nuove opportunità sociali senza restare indietro. Questo dimostra ancora che la politica Italiana non sta accettando la sfida del cambiamento con una mentalità digitale. 
I Governi Europei stanno lanciando iniziative di smart-città, case intelligenti, edifici collegati, città intelligenti, al fine di promuovere l'innovazione tecnologica e le applicazioni sistematiche di Internet delle cose in paesaggi urbani. Utilities sono partnership con le città e costruttori nell'implementare la tecnologia di rilevamento e analisi dei dati in "auto-apprendimento" e pianificazione ambientale.
Invece città come Milano devono subire ancora la struttura empatica di potenziali Sindaci che preparano la “squadra”  come se amministrare una città fosse come giocare a Calcio! 
La politica del tenere i cittadini nella completa ignoranza (oscurantismo) ha il sopravvento su tutto.
Questo impedisce inoltre quell'interscambio necessario allo sviluppo della città che aiuta la stessa attrattiva non solo turistica ma residenziale., già in altri articoli abbiamo già elencato alcuni nuovi ma vecchi lavori di potenziale  successo suggeriti da intelligenze artificiali, che sapendo cercare si possono anche trovare anche su Alibabà o in altri luoghi di discussione diversi da quelli indicati dai mass media come Facebook e altri, ormai chiusi nel tentativo di impedire la libera concorrenza e guidare il mercato ma spostando la concorrenza dal prodotto al sistema di comunicazione, (rientrare ancora in una dipendenza da un sistema o essere indipendenti?).  
Eppure l’intelligenza artificiale ha già indicato anche altri e tanti lavori come il calzolaio tecnologico evoluto, il quale fornisce attraverso la modellazione in 3D del plantare un supporto provvisto di sensori tali da comunicare non solo il peso, la temperatura, l'umidità, ecc., ma un insieme di altri dati necessari al benessere e la salute in tempo reale.
Un altro lavoro che suggerito dall'intelligenza artificiale è l'ormai scomparso vetraio, il quale fornisce il sostituivo dei vetri, con vetri altamente tecnologici che oltre all'isolamento termico offrono isolamento acustico e altre  variabilità di oscurazione, capacita, e sensibilità, quali allarmi ecc. Un lavoro che stanno portando avanti con la costruzione di nuove fabbriche la Russia in accordo con la Cina e che cambierà la faccia energetica e,  la sola attenzione di risposta concorrenziale è verificabile in Inghilterra.
Altre a novità sono già in funzione e stanno cambiando il modo di vivere ma la nostra Intelligence tace o dome restando nella logica conservatrice per la quale, si lasciano andare avanti altri e poi si copia ancora meglio…Certo ma le cose sono cambiate perché ci si è resi conto che l’evoluzione è costante e non si ferma. Ma basta negare l’evoluzionismo in nome dei dogmi e superstizioni e il business è fatto.
La sfida è tra il conservatorismo religioso per il quale vediamo la sua aberrazione nell'attuale terrorismo che implementa trasversalmente dogmi contrapposti,  la violenza dell’uno e la forza dell’altro nella contrapposizione non violenta/violenta. Fatto che fa consolidare sia l’uno che l’altro. 
Il rimettere al centro l’uomo, con la sua dignità , fragilità, saggezza, al fine che condiva e  possa affrontare  coscientemente  il futuro è da sempre la strada vincente per l'Umanità intera.


Per le prossime generazioni ci possiamo aspettare solo un periodo di oscurantismo obbligato  dal terrorismo religioso, in qualsiasi forma esso sia, dove il Dio della paura, della violenza, dominerà nella oscura persuasione. Mentre al Dio del condivisone, della cultura, del sapere,  della equità, gli verrà negata la parola e anche la vita.
Questo di fatto già avviene.

Fiducia nel Futuro? 

11 maggio 2016

JOBS ACT "non sapremo mai la verita dei conti"

JOBS ACT "non sapremo mai la verita dei conti" 


Prosegue il magna magna!
Purtroppo il caffè è povero, non chiede niente a nessuno e non riceve niente, ma resta libero. Libero si fa per dire poiché la libertà costa. La libertà d’informare, investigare, di comunicare ha un  costo, ci scusiamo vorremo fare di più ma non  abbiamo i soldi per intraprendere quel giornalismo investigativo che manca al nostro paese.
Il caso Job Acy ne un esempio anche se guardiamo la stampa specializzata non si scopre nulla, basta vedere il Flop fatto per Panama Papers per capire che anche se vuoi fare del giornalismo investigativo tutto viene messo a tacere e non paga.

Lo scandalo Job acts pare molto più ampio di quanto il Governo e i media vogliono farci credere Uno scandalo che se ci fosse un giornalismo possibile verrebbe analizzato, certo perché anche al mercato la Signora Maria conosce che sua figlia è stata assunta e le hanno dato dei soldi,  poi le hanno fatto capire che se ne stava a casa e andava a lavorare in nero da qualche altra parte le conveniva pur guadagnando in più qualche cosa senza far niente restando alle loro dipendenza e, anche se  alla fine l’avrebbero licenziata.,  la stessa agenzia che le aveva trovato lavoro, le trovava un altro lavoro, con in più delle buone referenze e via così! Richiesta disponibilità a firma carte a tacere e nel caso dire quanto suggerito. 
Insomma io truffo, tu truffi, noi truffiamo! E tutti insieme ci guadagniamo!
Nessuno controlla, tutti ci guadagniamo e il Renzi ,è incredibile che non sapesse, gli conviene ignorare e comunicare che la crisi è passata con il supporto di Statistiche e barzellette varie, bugie su bugie!.
Tanto la filosofia del popolo coglione lo accomuna al Berlusconi, anzi molto di più!
Totale del guadagno, da quello che si è capito,  tra imprenditore e lavoratore consenziente è di circa 24000 per tre anni a persona, tenendo conto che un azienda riesce a  licenziare un individuo dopo 6 mesi risulta possibile 24000 x 6 in tre anni, pari a una media di circa 50.000 euro anno da dividersi tra  azienda, lavoratore e professionista secondo discrezionalità delle parti.  Se l’azienda può assumere altre persone, il guadagno verrà moltiplicata per lo stesso numero, ed inoltre non solo a questo vanno aggiunti gli indotti di altre assunzioni per le agenzie di collocamento e consulenza e il giro si allarga ancora. Senza contare le detrazioni fiscali aggiunte!
Tanto chi se ne accorge?
Dicevano che Berlusconi si considerava Dio in  terra ma non è nemmeno lui riuscito a far la moltiplicazione dei pani e dei pesci come Renzi!  Ecco il vero Signore!
I casi che il sindacato ha raccolto per il momento sono tanti (magistratura? G. di finanza? ecc.?) alcuni pare connessi e molto vini al potere politico addirittura alla Presidenza. Sarà caccia alle streghe, saranno  basse insinuazioni o la verità? Dopo tutte le balle che i vari Governi ci hanno raccontato impossibile pensare al meglio!
Certo che una commissione parlamentare sarebbe utile…Già utile a mangiare ancora su di noi che paghiamo sicuramente le Tasse.

Denunciare gli accordi sindacati per la trattenuta delle tasse direttamente sugli stipendi è doveroso farlo.

Altre soluzioni alternative non interessano al Potere anzi ne aumento il prestigio. 

Intanto la magistratura dorme serenamente anzi si sveglia solo per sfrattare i poveretti dalle case di edilizia pubblica come è avvenuto a Milano per quella donna con figlio minorenne con handicap grave e due figlie sbattuta sulla strada! Ohpsss! Scusate,, aiutata ad andare sulla strada.  


 L’Italia è un paese sotto occupazione da parte dei corrotti Liberate l’Italia!

Tucidide

Vedi secondo lle varie e molteplici interpretazioni che potranno assumersi e che dovrai pagare quannto è il Jpb ct!
Decreto Legislativo 4 marzo 2015 n.22
Con il Decreto Legislativo del 4 marzo 2015 n.22, in attuazione della Legge Delega n.183/2014, sono introdotti i nuovi strumenti di sostegno al reddito in caso di disoccupazione: la nuova ASPI (NASPI), l’assegno di disoccupazione (ASDI), l’indennità per i collaboratori a progetto (DIS-COLL) ed il contratto di ricollocazione 
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Decreto Legislativo 4 marzo 2015 n.23
Con il Decreto Legislativo del 4 marzo 2015 n.23, in attuazione della Legge Delega n.183/2014, sono introdotte le nuove tutele per i lavoratori illegittimamente licenziati, valide per i contratti a tempo indeterminato iniziati a partire dal 7 marzo 2015 
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Decreto Legislativo 15 giugno 2015 n. 80
Con il Decreto Legislativo n.80/2015 sono introdotte nuove disposizioni relativamente alla conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, in attuazione dell'articolo 1, commi 8 e 9, della Legge 10 dicembre 2014, n. 183 
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Decreto Legislativo 15 giugno 2015 n. 81
Il Decreto Legislativo n.81/2015 contiene la disciplina organica dei contratti di lavoro e della nuova normativa in tema di mansioni, in attuazione dell'articolo 1, comma 7, della Legge 10 dicembre 2014, n. 183 
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10 maggio 2016

Il Jobs Act è il più costoso dei flop del Governo Renzi, oppure ce ne sono altri mai detti?

Il Jobs Act è il più costoso dei flop del Governo Renzi, oppure ce ne sono altri mai detti?

Il presidente dell’Inps Tito Boeri: «Abbiamo scoperto circa 100.000 posizioni di lavoro che hanno richiesto l’esonero triennale del 2015, che per tre anni porterebbe a circa 600 milioni di esonero totale», ma «finora hanno beneficiato» solo di circa 100 milioni. «Ci siamo accorti di questo problema per tempo», la quota di 100 milioni «speriamo di poterla recuperare rapidamente».
colui che...
La stima avanzata dai consulenti del lavoro secondo i quali mancano all’appello 3 miliardi. Indicando il Governo come sarebbe  stato paradossalmente vittima del suo successo propagandato, successo  che voleva generare una richiesta di lavoro a termine finanziato dai contribuenti senza però la copertura.  L’impatto degli incentivi sul bilancio pubblico sarà inferiore visto che i contratti sono precari e prevedono  una retribuzione al lavoratore inferiore alla media.  Inoltre, a partire dal 2016, lo sgravio è diminuito da 8.060 a 3.250 euro per ogni assunzione a tempo indeterminato o trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, quale sarà  l’impatto degli incentivi sul bilancio non lo sapremo mai visto la mancanza di trasparenza cronica..
Il dubbio è più che legittimo,  siano le solite leggi fatte con accordi trasversali per ricambiare le sponsorizzazioni occulte ottenute nella passata campagna elettorale oppure è solo demenza di Stato?